Richiesta di prestito: guida completa e cosa bisogna sapere

Tutti, prima o poi, possono avere bisogno di un prestito.

Perché richiederlo

Cosa può spingere chiunque a chiedere un prestito?

Le motivazioni possono essere le più svariate, può trattarsi di una reale necessità per un debito o una spesa urgente da pagare, ma anche un modo per farsi un regalo, arredare la casa, comprare un’auto nuova.

Dietro un prestito c’è sempre una storia, una vita, un qualcuno e, al di là dell’aspetto razionale e pragmatico di un finanziamento in sé, può nascondersi un sogno nel cassetto da realizzare, piuttosto che un’emergenza da affrontare con un budget di liquidità di cui non si dispone al momento.

Se non si hanno risparmi a cui attingere, la soluzione del prestito, di qualunque entità esso sia, può essere il passepartout per risolvere un problema di liquidità, che di questi tempi accomuna tanti, a prescindere dall’età e dalla fascia sociale.

Chi può fare domanda di prestito

I soggetti che possono richiedere un prestito appartengono a categorie molto assortite che includono dai lavoratori dipendenti ai pensionati, dai liberi professionisti agli autonomi, ma anche chi non è in possesso di garanzie forti, come studenti, giovani e casalinghe.

Per questi ultimi sono nati dei micro finanziamenti mirati e personalizzabili, ottenibili in mancanza di reddito documentabile anche con l’ausilio di un fideiussore.

Tutti sono accomunati da un pacchetto di requisiti che tengono conto del check creditizio dei singoli richiedenti e del possesso di determinate basi di reddito da lavoro o rendite alternative.

Per diversi che siano, i requisiti richiesti dalle società creditizie per ottenere prestiti o finanziamenti di qualsiasi natura si assomigliano.

Chi ha intenzione di chiedere un prestito deve rispettare alcuni parametri personali e reddituali, nonché essere in possesso di determinati requisiti.

Vediamo quali, nel dettaglio.

L’età, innanzitutto.

Per richiedere un qualsiasi prestito bisogna rientrare in un range anagrafico che, per quanto largo, non include tutti i potenziali richiedenti.

Occorre, infatti, essere maggiorenni e non aver superato i 70 o 75 anni di età in quanto, difficilmente, le banche o compagnie finanziarie accettano chi al termine del piano di rimborso risulti ‘over 80’, tranne rari casi.

Fanno eccezione i piccoli prestiti in 24 ore che constano di somme modiche, pari a poche migliaia di euro, estinguibili anche in un solo anno.

Prestito sì…Crif permettendo

Perché tutto fili lisci nella concessione di un prestito serve avere una fedina fiscale a posto, nel senso che i protestati o i segnalati come cattivi pagatori nella banca dati del Crif (Centrale rischi finanziari) hanno vita dura nell’accesso al credito.

Molto spesso, questi soggetti ‘bollati’ come inadempienti o ad alto rischio solvibilità si trovano la strada sbarrata da pratiche che si arenano proprio sullo scoglio della propria inaffidabilità creditizia.

Difficilmente banche e finanziarie sono disposte a rischiare nel concedere un prestito a chi si è macchiato di episodi di inadempienza nei pagamenti di bollette o, peggio, nel protesto di assegni o cambiali.

Tuttalpiù, i cattivi pagatori possono avere una chance solo se dispongono di stipendi o pensioni purché inattaccabili, su cui poter accendere un finanziamento sicuro nella forma della cessione del quinto.

In questo modo le compagnie del credito non rischieranno alcunché, perché potranno ‘pescare’ direttamente dal salario o pensione del contraente, ma se lavoratori alle dipendenze di un ente pubblico o privato dovranno esibire, necessariamente, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Requisiti ‘sine qua non’

Ma non è tutto.

Infatti, per richiedere un prestito con buone chance di successo non basta avere l’età giusta ed essere ‘immacolati’ dal punto di vista fiscale, bensì servono altri requisiti che possono spianare la strada alla concessione del finanziamento desiderato e senza i quali potrebbe fallire l’impresa di ottenere la liquidità voluta.

I criteri di valutazione adottati dalle finanziarie e dalle banche vertono, principalmente, sui requisiti reddituali e patrimoniali del richiedente.

In pratica, qualsiasi soggetto creditizio fa, per così dire, i raggi al richiedente per appurare ‘in toto’ la propria situazione lavorativa o reddituale.

Cosa deve presentare chi

Per quanto assimilabile sotto vari punti di vista, la documentazione per ottenere un prestito differisce a seconda di chi lo chiede.

Per accertarsi delle condizioni inerenti al reddito del soggetto che chiede il prestito, ogni istituto di credito richiede una documentazione, più o meno approfondita, ma comunque esaustiva, a seconda del tipo, durata e importo del finanziamento.

Nel rispetto delle norme anti-riciclaggio vengono richiesti documenti personali e fiscali ad ulteriore integrazione per un quadro più chiaro e completo sul profilo del cliente.

Tornando ai criteri di verifica attinenti alla situazione lavorativa dello stesso, i documenti variano al variare del tipo di soggetto.

Per i lavoratori dipendenti, sia in ambito pubblico che privato, basta esibire le ultime due buste paga e il tipo di contratto lavorativo, oltre alla certificazione unica, mentre per gli autonomi si rende necessaria l’ultima dichiarazione dei redditi, che può essere il 730 o i modello unico.

Diverso il discorso per i pensionati, che dovranno presentare il cedolino della pensione, specificandone la tipologia, in quanto alcuni assegni previdenziali sono esclusi dall’accesso al credito, come ad esempio le pensioni di invalidità o accompagnamento.

Se pensionati Inps, potrà essere richiesto anche il modello Obis M, ossia l’attestato riportante tutte le info riguardanti il tipo di pensione percepita.

Qualora il richiedente abbia altri prestiti in corso dovrà comunicarlo al soggetto erogante, anche per consentire il calcolo della rata che non dovrà, in alcun modo, eccedere una data percentuale di quanto percepito mensilmente.

In alcuni casi, certe finanziarie possono richiedere anche la copia dei pagamenti delle ultime bollette di luce, acqua o gas per accertarsi del livello di solvibilità del richiedente.

Meglio online o ‘de visu’?

Qual è la via preferenziale per richiedere (e ottenere) un prestito? Il web o la filiale?

Se fino a ieri era largamente diffusa la prassi di andare, di persona, in banca o presso la sede della finanziaria prescelta, oggi la procedura è radicalmente cambiata.

A dare una rapida sterzata al modo di chiedere un prestito, ma anche a tante altre operazioni che prima si svolgevano presso filiali e sportelli fisici, è stata la situazione pandemica indotta dall’emergenza Covid 19 che stiamo vivendo ormai da tempo e che ha imposto nuove stringenti regole da rispettare, che si traducono nell’azzerare o limitare al massimo, di fatto, i contatti fisici con interlocutori di qualsiasi natura.

Se prima era facile incontrarsi in banca o mettersi in fila presso la filiale di una compagnia finanziaria per aspettare il proprio turno, magari gomito a gomito con chi attendeva prima o dopo di noi l’appuntamento prefissato, oggi le pratiche di accesso al credito (e non solo) si effettuano da remoto, accedendo tramite il sito ufficiale delle compagnie creditizie al form di richiesta del prestito, non prima di aver confrontato le migliori offerte online tramite l’uso di un comparatore digitale.

Ormai la rete è la piattaforma più comune e praticata per la richiesta di prestiti, finanziamenti e mutui.

Se dapprima era una mera necessità per l’impossibilità a recarsi in banca se non previo appuntamento e con la massima cautela, il ricorso al web si è rivelato non soltanto un sistema più sicuro per approcciare l’interlocutore del credito, ma ha presentato fin da subito dei vantaggi innegabili, come la snellezza delle pratiche e la rapidità di erogazione, grazie allo scambio dei dati in tempo reale, che consente una valutazione più fluida da parte degli istituti di credito ed esiti più veloci, facilitati dalla praticità del mezzo telematico.

Cittadini italiani o del mondo, cosa cambia

Nella richiesta di prestito bisogna fare, poi, un ulteriore distinguo fra cittadini italiani, Ue ed extracomunitari.

A seconda della categoria a cui si appartiene, bisogna fornire una determinata documentazione di carattere personale.

Per i primi basta esibire un documento di riconoscimento in corso di validità, la classica carta di identità o, in alternativa, la patente di guida, oltre al codice fiscale o tessera sanitaria valida.

Per i cittadini comunitari, oltre al documento di identità, bisogna presentare un attestato di residenza contestuale o, alternativamente, un certificato di regolarità di soggiorno o di iscrizione all’anagrafe.

Infine, per gli extracomunitari il lasciapassare per ottenere un prestito è il possesso del permesso di soggiorno.

Prestito delle mie brame: come chiederlo e ottenerlo?

Per molti il prestito può rappresentare l’oggetto dei desideri, la chiave di volta per sbloccare progetti, fare acquisti o risolvere criticità di ogni tipo.

Ma qual è la via migliore per chiederlo ed ottenerlo?

Come dicevamo poc’anzi, ormai la domanda di prestito si fa quasi esclusivamente via web, è facile e immediata, a portata di clic e anche i più inesperti possono accedere con semplicità alla procedura telematica, che consiste nel compilare un pratico form e nell’invio della documentazione richiesta sotto forma di file in formato word o pdf.

A sua volta, l’istituto di credito verifica il tutto ed emette il suo verdetto, in alcuni casi si riserva di valutare più a fondo la situazione del richiedente chiedendogli ulteriori dati integrativi, tutto online s’intende.

Riassumendo, la pratica per la richiesta di un prestito si è notevolmente alleggerita, grazie al salto di alcuni step burocratici che la rendevano più lenta e complessa.

Oggi è più facile e intuitivo chiedere un prestito, il che non equivale a dire che sia più semplice ottenerlo, in quanto le fonti del credito non sempre si rivelano così ‘generose’ come ci si potrebbe aspettare.

L’ultima parola spetta sempre al soggetto erogante, i cui criteri valutativi variano da istituto a istituto, pur nella conformità dei requisiti di base.

Nella concessione di un prestito si può richiedere anche la stipula di polizze assicurative a tutela del cliente, ma con funzioni di ‘ombrello’ anche per banche e finanziarie, in caso di decesso del contraente o di altri eventi imprevisti o calamitosi che potrebbero rendere impossibile il rimborso del piano rateale.

Nella maggior parte dei casi, queste assicurazioni non sono obbligatorie, ma facoltative, pur essendo comunque consigliabili per i suddetti motivi, soprattutto in presenza di importi significativi.

L’unico caso in cui rappresentano un obbligo è l’erogazione di un prestito nella forma della cessione del quinto.

Occhio ai tassi

Nella scelta di un prestito occorre fare attenzione ai tassi di interesse applicati al prodotto finanziario prescelto.

Solo così si potrà avere un quadro chiaro sui costi da sostenere in termini di interessi.

Bisogna, infatti, far mente locale al fatto che ogni prestito non è soltanto costituito dalla quota capitale, ma è ‘gonfiato’ dalle spese che comportano gli interessi applicati.

E non solo.

Infatti, bisogna anche considerare le spese aggiuntive, quali commissioni, imposte ed eventuali polizze assicurative.

Sommato il tutto, si avrà il totale da ripartire secondo un piano di rimborso prestabilito.

Per sapere a cosa si va incontro, bisogna avere ben chiaro il significato di due acronimi strettamente connessi con il mondo dei prestiti: Tan e Taeg.

Tan e Taeg, di che parliamo?

Se si parla di tassi di interesse, non si può prescindere dalla ‘coppia’ Tan e Taeg.

Ma cosa s’intende con queste sigle?

TAN è l’acronimo di Tasso Annuo Nominale e sta a significare il tasso di interesse puro, esente da commissioni ed altri costi aggiuntivi.

Il valore del TAN, sia esso fisso o variabile, dev’essere necessariamente indicato nel contratto di prestito.

Idem per il TAEG, che costituisce invece il Tasso Annuo Effettivo Globale, ossia il costo complessivo del prestito, inclusivo di spese accessorie, commissioni e quant’altro.

Entrambi devono essere ben chiari nei messaggi promozionali dei soggetti del credito, diffidare pertanto da chi ne indica solo uno, dando un’informazione parziale e incompleta.

E, soprattutto, leggere attentamente le clausole contrattuali, anche quelle scritte in caratteri millesimali, per accertarsi dei valori effettivi di Tan e Taeg e poter, quindi, procedere alle dovute comparazioni nella scelta del prestito più confacente ai propri bisogni.

Come capire quale conviene?

A questo punto l’interrogativo che si pone, soprattutto per noi comuni profani, è come destreggiarsi nella giungla dei tassi per individuare i più convenienti.

Innanzitutto, per comprendere se Tan e Taeg convengono bisogna verificare che siano, realmente, in linea con i valori di mercato.

Per consultarli si può accedere alla tabella dei tassi aggiornata a cadenza trimestrale dalla Banca d’Italia, che rende possibile scremare i tassi soglia da quelli usurari.

In alternativa, un modo semplice e intuitivo di procedere nella scelta del miglior prestito è fruire dell’opportunità offerta dai comparatori digitali che mettono a confronto le offerte più appetibili del momento.

Tipologie di prestiti

Il pianeta dei prestiti è vario e sfaccettato.

Se ne distinguono di vari tipi per tipologia, durata e importi.

Una delle distinzioni più comuni è rappresentata dai prestiti finalizzati e non.

I primi sono caratterizzati dall’obbligo di comunicare alla banca o finanziaria che li eroga il perché della domanda.

In pratica, il richiedente deve fornire alla compagnia creditizia una ragione, ossia il motivo per cui chiede il finanziamento.

In tal caso, sarà chiamato anche ad esibire un preventivo di spesa per l’acquisto di beni strumentali, arredi, veicoli e quant’altro.

Solo così avrà la possibilità di ottenere la liquidità necessaria all’esborso per le finalità del prestito.

Non così per i piccoli prestiti personali veloci, micro finanziamenti più flessibili erogabili nel giro di poche ore che servono ad ottenere cash per piccole spese quotidiane e non esigono di comunicare la destinazione del denaro così ottenuto.

Finalizzati o no, tutti i prestiti sono disciplinati da un contratto che ne stabilisce durata, importi e rimborso mediante un piano di ammortamento concordato.

In genere, i prestiti contemplano la concessione di somme variabili, da un minimo di 1000 a un massimo di 50.000 euro, restituibili in tempi che variano da un anno a 120 mesi.

Le modalità di rimborso possono variare, in base alle necessità del richiedente, anche se la forma più diffusa è l’addebito sul conto corrente.

In alternativa, si può fruire del tradizionale libretto di bollettini postali cartacei, ormai però in graduale disuso.

Tutte le condizioni del prestito sono regolate nel contratto stipulato fra le parti, contenente tutti gli elementi costitutivi del patto concordato fra banca o finanziaria e richiedente.

Rescindere o estinguere prima un prestito, si può?

La risposta è sì, ma vediamo come.

Premesso che qualsiasi contratto di prestito dà diritto di recesso al richiedente entro 14 giorni dalla stipula, ove dovesse cambiare idea o ritenerlo inadeguato (basta comunicarlo alla banca o finanziaria) c’è anche la possibilità di estinguerlo anticipatamente, qualora se ne avesse modo e, soprattutto, le risorse per farlo prima della scadenza naturale del prestito.

Assodato che qualsiasi piano di rimborso si basa su tot rate da pagare a cadenza mensile, trimestrale o semestrale, si può decidere di saldare il debito in anticipo.

In tal caso, a cosa si va incontro?

Tranquilli, non c’è di che allarmarsi.

Se si sceglie, infatti, di estinguere il prestito prima del termine pattuito, si pagherà sì una piccola penale che, però, si è molto assottigliata nel tempo, grazie al subentro di normative più flessibili e accondiscendenti in materia di prestiti.

Oggi, infatti, l’estinzione anticipata di un qualsiasi prestito o finanziamento di qualsiasi natura prevede l’applicazione di una modica sanzione, in nessun caso superiore all’1 per cento dell’importo erogato, il che non rappresenta di certo un deterrente per chi ha la possibilità di procedere al saldo totale del debito contratto a suo tempo.

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Giornalista pubblicista con la passione per la scrittura, l'arte e la tecnologia applicata alle cose di tutti i giorni. Mi piace seguire i mutamenti di mercato, le evoluzioni dei prodotti di uso comune, dando info a chi legge in modo semplice, utile e al tempo stesso confidenziale.

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