Domande Frequenti sulla richiesta di prestito

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Come si chiede (e ottiene) un prestito?

La richiesta di un prestito in banca o in finanziaria è una pratica semplice, anche se richiede determinati passaggi per la definizione dell’istruttoria.

In particolare, occorre compilare un modulo di domanda, online o cartaceo, dove indicare oltre ai propri dati personali (codice fiscale, estremi documento di identità...) una documentazione attestante il reddito o eventuali rendite patrimoniali alternative su cui basare la scelta del prestito, il relativo importo, durata e calcolo della rata.

Una volta inoltrati tutti i documenti necessari, sotto forma di file digitali o fascicoli cartacei, si attende il responso dell’istituto di credito che, a sua volta, effettuerà i dovuti controlli per accertarsi del check creditizio del richiedente e, se occorre, potrebbe anche chiedere ulteriore documentazione supportata da garanzie integrative.

Se la domanda ottiene il placet della società erogante si stipulerà un contratto da sottoscrivere, contenente tutte le clausole sulle specifiche del finanziamento ottenuto, dall’importo ai tassi di interessi, compreso il piano di rimborso articolato secondo varie tempistiche, valutate di concerto fra le parti.

Meglio online o in filiale?

I prestiti possono essere richiesti online o direttamente presso le filiali di banche e finanziarie.

Oggi, però, data la situazione pandemica innescata dall’emergenza Covid-19, quasi tutte le pratiche di finanziamento si sbrigano online.

In alternativa, si può fissare, sempre online o tramite il numero verde della compagnia prescelta, un appuntamento per recarsi di persona in filiale, ma in questo modo la prassi si complica e si allunga.

Via web o allo sportello, cosa cambia?

Nella sostanza niente, nel senso che online valgono i medesimi requisiti e l’istruttoria segue gli stessi step della pratica ‘fisica’.

Quello che cambia è il ‘modus operandi’ che imprime un ritmo più veloce e semplificato nel caso la domanda di prestito venga evasa online, ma l’iter di finanziamento via web risponde agli stessi criteri della richiesta ‘de visu’ sia nella valutazione che nell’esito finale.

Cosa cambia, di fatto?

Innanzitutto, la tempistica.

Un conto è cambiarsi, uscire di casa e recarsi personalmente allo sportello, per attendere magari ore in coda e dover poi, magari, tornare a portare altri documenti e attendere giorni per il verdetto.

La prassi online, invece, è immediata, pratica e, oltre ad essere diventata quasi una tappa obbligata in tempi di Covid per ridurre al massimo i contatti e i conseguenti rischi di contagio, tutti ne hanno potuto scoprire i vantaggi pratici e la maggiore flessibilità.

Quali vantaggi comporta l’istruttoria online?

Chi fa domanda di prestito online è avvantaggiato per una serie di motivi, che andiamo ad illustrare.

Intanto, arriva materialmente prima di chi si reca di persona in filiale, in quanto riesce a mettersi in contatto con il referente creditizio in tempo reale grazie alla scorciatoia telematica.

Infatti, la domanda tramite il form presente sul sito delle principali compagnie di credito è immediata, si evade in pochi clic e arriva subito sul desk virtuale del destinatario per una valutazione a stretto giro.

Anche la risposta della banca o finanziaria non si fa attendere, in quanto tutte le società creditizie si sono ormai specializzate nella guida della ‘macchina’ digitale, resasi ultimamente indispensabile e più che mai efficiente e competitiva.

Quando si parla di tempi più rapidi non ci si riferisce soltanto al settore in forte crescita dei prestiti in 24 ore, micro finanziamenti erogabili nel giro di un solo giorno come suggerisce la definizione, ma anche ad altri prodotti finanziari che fino a ieri richiedevano istruttorie più lunghe e farraginose, oggi rese più snelle e veloci proprio grazie all’opportunità offerta dal web.

Ma i vantaggi della rete non si limitano soltanto alle tempistiche più corte nella concessione dei prestiti, bensì anche nella praticità e facilità dell’operazione, senza considerare che si possono richiedere in ogni momento, anche nei festivi o negli orari notturni, quando si è più liberi di poter agire in pieno relax e con la massima concentrazione, senza bisogno di dover chiedere permessi per assentarsi dal luogo di lavoro o rubare tempo prezioso ad altre attività.

Richiesta di prestito online, conviene?

Sì, ma quanto?

Partiamo col dire che ultimamente il mercato dei prestiti si è, di fatto, rivoluzionato, passando dalla tradizionale prassi della domanda fatta in filiale ‘vis à vis’ alla modalità online.

Oltre ad essere cambiato il modo nella richiesta di un finanziamento, la domanda su Internet comporta ulteriori vantaggi anche in termini di convenienza.

Sapevate che chi chiede un prestito online può ottenere dei tagli anche sostanziali sugli interessi applicati al proprio finanziamento?

Non parliamo delle offerte ‘extra’ che navigano saltuariamente in rete, ma di un reale risparmio nella percentuale dei tassi di interesse applicati al finanziamento, che risultano inferiori se la domanda di prestito è fatta online.

Vediamo di scoprire quanto conviene e perché.

Per capire meglio il meccanismo che sottende al risparmio che comporta la domanda di prestito online bisogna partire dal considerare che l’iter telematico salta dei passaggi che, invece, quello fisico non può omettere, a partire dalle richieste di preventivo che in rete sostituiscono il cartaceo con una pratica e immediata simulazione della rata, traducibile in un semplice clic.

La procedura online comporta, inoltre, un notevole risparmio di tempo e carta (anche l’ambiente ringrazia).

Di qui la diffusione di soggetti creditizi che proprio per abbattere le spese ‘fisiche’ operano ormai quasi esclusivamente online, abbattendo in misura considerevole i costi operativi e gestionali.

Ciò spiega anche il trattamento più favorevole riservato alla propria clientela, che facendo una domanda di prestito online può beneficiare di prodotti finanziari più convenienti erogati a tassi e condizioni migliori.

E’ sicuro fare domanda di prestito online?

Sì.

Non c’è dubbio che un prestito online abbia la medesima valenza di qualsiasi tipo di finanziamento tradizionale stipulato in filiale.

A scanso di equivoci, va chiarito in partenza per chi diffida della rete che non c’è alcun rischio nella stipula di un contratto di finanziamento via web, a patto che ci si rivolga a soggetti creditizi di comprovata affidabilità.

Il consiglio che si può dare è, quindi, quello di aprire bene gli occhi e aguzzare l’ingegno nella scelta di un interlocutore creditizio affidabile, a cui rivolgersi in piena sicurezza senza tema di esporsi al rischio di truffe che, come ben si sa, dilagano ovunque, non solo sul web.

Per essere certi di andare sul sicuro si può selezionare una compagnia nota e accreditata fra quelle più storiche e conosciute o, in alternativa, basarsi sul tenore delle recensioni postate online dai clienti, che non fanno sconti a chi ‘pecca’ o difetta nella qualità del servizio offerto.

Come si fa la domanda di un prestito online?

Chi si accinge a fare una richiesta di prestito online dovrà adempiere ad una serie di operazioni susseguenti di espletamento della pratica telematica che, come già ribadito, sono, comunque, alla portata di tutti per semplicità e livello intuitivo.

Mettiamo subito in chiaro che tutti, ma proprio tutti, anche i più negati o le ‘matricole’ del web possono fare domanda di prestito online.

Non serve la laurea per maneggiare una tastiera, di qualunque tipo sia (pc, notebook, tablet, smartphone…), anche un bambino lo sa, basta ‘masticare’ un briciolo di informatica non solo per lavoro, ma anche solo a livello amatoriale e hobbistico.

Pertanto chi vuole chiedere un prestito non ha che da digitare la keyword su un motore di ricerca (meglio quelli più diffusi e conosciuti) per vedersi comparire schermate su schermate di prodotti finanziari fra cui scegliere il proprio, comodamente seduti davanti alla scrivania del pc o sulla poltrona di casa, la sedia del tavolinetto di un bar, la panchina di un giardino o il sedile del treno tramite l’accesso al display del proprio smartphone.

Dopodiché, sarà questione di minuti compilare il form presente nelle homepage di tutte le compagnie del credito operanti in rete e inviare la domanda con un semplice clic.

E’ facile fare richiesta di prestito online?

, niente di più facile!

Ma vediamo come si fa illustrando la procedura dalla a alla z, più o meno comune a tutti gli istituti di credito, step by step.

Come dicevamo, non c’è di che preoccuparsi, l’iter è quanto di più semplice si possa immaginare, ma se proprio siete ‘allergici’ al web potete sempre farvi aiutare da qualcuno più esperto, tipo un figlio o un consulente qualora decidiate di rivolgervi a un mediatore finanziario.

In tutti i casi, vi accorgerete fin da subito che la richiesta di qualsiasi prestito online è formulata in modo facile, rapido e intuitivo.

Il primo passo è richiedere più preventivi, per non fermarsi al primo che si può intercettare nella ‘passeggiata’ virtuale, in modo da mettere a confronto le varie soluzioni.

A differenza dei preventivi cartacei che richiedono giorni per poter essere confezionati e visualizzati, quelli online arrivano pressoché in tempo reale in quanto basta accedere ai comparatori digitali, digitare l’importo desiderato e impostare il calcolo rata.

Ne uscirà un importo risultante dalla somma della quota capitale, delle spese di istruttoria accessorie e dei tassi di interesse applicati (Tan e Taeg) variabili a seconda delle politiche finanziarie adottate dalle varie compagnie del credito.

Sarà, quindi, un gioco da ragazzi scegliere la proposta più giusta e procedere alla richiesta mediante la compilazione del form dedicato.

Cosa sono il Tan e il Taeg?

Quando si parla di prestiti, di qualunque natura essi siano, non si può prescindere dalle sigle Tan e Taeg che li accompagnano.

Ma cosa sono, di preciso?

In realtà, sono dei semplici acronimi che stanno ad indicare i valori percentuali connessi ai tassi di interesse applicati ad ogni tipo di prestito, finanziamento o mutuo.

In particolare, per Tan si intende il Tasso Nominale Annuo, un parametro determinante il cui valore incide sul calcolo della rata.

A differenza del Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale di interesse) il Tan rappresenta la percentuale pura dell’interesse anno applicato al finanziamento, ossia l’importo netto restituibile al soggetto erogante al termine dell’annualità maturata sulla somma concessa.

Ovviamente, la quota di interesse non viene pagata annualmente ma spalmata rata per rata, a cadenza mensile.

Nei comuni piani di ammortamento di ogni prodotto finanziario la quota di interesse risulta prevalente all’inizio rispetto a quella capitale fino a scemare via via che ci si avvicina al traguardo dell’estinzione naturale del prestito.

Il Taeg, invece, indica il costo complessivo del finanziamento, non solo la somma che finisce materialmente nelle tasche del richiedente, quindi, ma include anche le spese accessorie e di istruttoria relative allo stesso, oltre alle eventuali competenze del mediatore finanziario.

In pratica, si tratta di un indicatore non trascurabile, ma irrilevante per il calcolo della percentuale di interesse che determina il tasso del prestito.

Resta, comunque, un valore da tenere d’occhio per scremare le offerte più convenienti in quanto i supplementi di spese gestionali e di istruttoria variano da banca a banca.

Entrambi i valori possono essere consultati nei messaggi promozionali delle offerte di banche e finanziarie, che sono obbligate a rendere edotto il consumatore delle percentuali di Tan e Taeg.

Quali documenti occorrono per chiedere un prestito?

Per fare una domanda di prestito occorre un ‘pacchetto’ di documenti personali, creditizi e lavorativi da fornire alla banca o finanziaria a cui si intende chiedere il finanziamento.

Per prima cosa serve presentare una documentazione personale che consiste, per qualsiasi tipo di finanziamento, in un documento di riconoscimento in corso di validità, che può essere la carta di identità o, in alternativa, la patente, il codice fiscale o la tessera sanitaria.

Si rende necessario rilasciare anche un proprio recapito diretto e un indirizzo di posta elettronica che funge da veicolo per lo scambio documentale e interattivo con l’istituto di credito.

Per quanto riguarda, invece, i documenti reddituali dovranno essere esibite le buste paga, se a richiedere il prestito è un lavoratore dipendente pubblico o privato, mentre nel caso di imprenditori o lavoratori autonomi con partita Iva farà testo il modello unico corredato dalla denuncia dei redditi attestante il fatturato annuo.

Diverso il discorso per i pensionati che dovranno, invece, poter contare sull’assegno previdenziale percepito come garanzia e presentare, pertanto, il relativo cedolino.

Vi sono, infine, dei piccoli prestiti come quelli in 24 ore o altri equivalenti a un fido bancario ottenibili anche con garanzie inferiori o, in assenza delle stesse, con l’aiuto di un garante.

In genere, però, questi micro finanziamenti constano di somme modiche difficilmente superiori a poche migliaia di euro, il che spiega anche la maggiore facilità nell’ottenerli.

Quali requisiti bisogna avere?

I requisiti per ottenere un prestito continuano ad essere piuttosto rigidi e stringenti, per quanto si stiano facendo largo, soprattutto online, forme alternative di micro finanziamenti pensati anche per chi non è in grado di fornire garanzie con la ‘G’ maiuscola.

In tutti i casi, lo ‘zoccolo duro’ dei requisiti resta immutato per tutti e consiste in ‘paletti’ anagrafici, creditizi e soprattutto lavorativi.

Intanto, l’anagrafe detta il primo requisito per ottenere un prestito, che è un’età compresa fra i 18 e i 70 anni, per quanto alcune finanziarie abbiano alzato l’asticella al settantacinquesimo anno a far data dalla richiesta del finanziamento.

Possono chiedere un prestito gli ‘over 80’?

Sì, anche se è raro trovare chi li concede.

Esistono, tuttavia, delle finanziarie, come la Findomestic, disposte a concedere prestiti anche agli ‘over 80’, se coperti da garanzie soddisfacenti ed esaustive.

Bisogna risiedere in Italia?

Sì.

Uno dei requisiti imprescindibili per richiedere un prestito sul suolo nazionale è la residenza nel territorio italiano, se stranieri con permesso di soggiorno.

Occorre avere un conto corrente?

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Bisogna avere un conto corrente necessario per consentire l’addebito della rata tramite Iban e, soprattutto, essere in grado di dimostrare la propria ‘illibatezza’ fiscale, ossia non riportare macchie, tipo protesti o segnalazioni che potrebbero essere di ostacolo all’ottenimento del prestito, anche se si registrano speciali finanziamenti concepiti proprio per i cattivi pagatori, ma solo nella forma della cessione del quinto.

Ultimo, ma non ultimo il lavoro.

Difficilmente le società creditizie azzardano nel concedere prestiti a disoccupati o nullatenenti, a meno che non siano supportati da solidi garanti disposti a sobbarcarsi il peso del fardello debitorio e a saldarlo in caso di insolvenza da parte del titolare del finanziamento per sopravvenute difficoltà, perdita del lavoro o altri motivi contingenti.

Bisogna, quindi, avere di base un reddito dimostrabile derivante dal proprio lavoro, autonomo o dipendente, o da rendite patrimoniali, come il possesso di beni fondiari ipotecabili.

Chi può chiedere un prestito?