Si può richiedere un prestito con protesti a carico? Come si fa?

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Un soggetto con protesti a carico è un soggetto definito cosiddetto protestato. Si tratta di un individuo che in passato ha subito un protesto, ovvero che ha subito un richiamo da parte di una banca o di una finanziaria. Di solito, si tratta di soggetti che hanno delle difficoltà economiche e che non sono riusciti a rimborsare nel modo corretto e puntuale le rate mensili di un finanziamento. Nel momento in cui ciò accade, di solito questi soggetti vengono segnalati alla centrale rischi, il cosiddetto Crif. Vengono segnalati come cattivi pagatori o soggetti protestati.

L’elenco del Crif può essere consultato da ogni banca o finanziaria sul nostro territorio. In questo modo, le banche possono vedere qual è l’affidabilità creditizia di un certo soggetto e decidere se concedere il prestito oppure no. Anche questi soggetti hanno però la possibilità di accedere a delle soluzioni di finanziamento, a patto però di rispettare determinati requisiti e di presentare delle garanzie economiche ben precise.

Soggetti protestati: chi sono?

I soggetti protestati sono dei soggetti che hanno avuto e che hanno tutt’ora delle difficoltà economiche. Di solito sono chiamati anche cattivi pagatori. Sono dei soggetti che hanno avuto delle grandi difficoltà economiche e che per tale motivo non hanno la possibilità di accedere ad una soluzione di credito al consumo, ovvero ad un prestito personale. Di solito, sono dei soggetti che anche nel caso in cui abbiano la possibilità di accedere ad un finanziamento, non possono richiedere dei prestiti con somme elevate. Inoltre, vedono l’applicazione di tassi di interesse che sono molto alti.

I protestati sono dei soggetti che spesso vengono confusi con i cattivi pagatori. Tuttavia, c’è una grossa differenza tra queste due tipologie di persone. I cattivi pagatori sono degli individui il cui nome viene inserito all’interno di appositi elenchi consultabili da banche e società di finanziarie. Ne è un esempio il Crif, ovvero la centrale rischi finanziari.

I soggetti protestati invece sono degli individui che si trovano in una situazione più grave rispetto a quella dei cattivi pagatori. Non solo sono inseriti all’interno della centrale rischi, ma il loro nome è presente anche nel registro della Camera di Commercio. Questo registro è un database informatico che raccoglie tutti i nomi degli individui coinvolti più di una volta in situazione di insolvenza economica oppure che hanno subito dei pignoramenti in passato. Di solito, l’iscrizione in questi database non può superare per legge tre anni. Trascorso questo periodo di tempo, il nominativo viene cancellato dal database e ha la possibilità di richiedere un finanziamento senza alcun problema.

Un protestato può richiedere un prestito personale?

Oggi anche chi è un soggetto protestato, così come un cattivo pagatore, ha la possibilità di ottenere un finanziamento. Di solito, esistono alcune strade ben precise che possono essere seguite dai soggetti protestati nel caso in cui abbiano la necessità di richiedere un prestito personale. Di solito, per la concessione di questi prestiti le banche e le finanziarie richiedono delle garanzie economiche bene precise per evitare che il debitore possa risultare insolvente e non abbia quindi la possibilità di rimborsare il debito.

Cessione del quinto per soggetti protestati

La soluzione di prestito più idonea per i soggetti protestati è la cessione del quinto. Si tratta di una soluzione rivolta sia ai pensionati che anche ai dipendenti pubblici o privati. Sono dei finanziamenti di tipo non finalizzato. Questo significa che possono essere richiesti senza la dimostrazione del motivo per cui si richiede il denaro. La cessione del quinto porta questo nome dal momento che il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sullo stipendio oppure sulla pensione del richiedente.

La trattenuta non può però per legge superare massimo un quinto del proprio reddito oppure della propria pensione. Le rate sono a tasso fisso e il rimborso del prestito può avvenire in un periodo di tempo compreso di solito tra i 3 e i 10 anni. Per queste tipologie di prestiti non sono previste di solito delle spese di commissione, né dei costi di intermediazione. Di solito, non è richiesta nemmeno la sottoscrizione di una polizza assicurativa, ad esempio come quella sulla vita oppure sulla perdita del lavoro.

Per alcune soluzioni, a seconda della finanziaria o della banca alla quale ci si rivolge, ci può essere richiesta un’anzianità di servizio. Questa può arrivare anche fino ai 5 anni, ed è da utilizzare come garanzia economica per la banca che ci concede il prestito. L’anzianità di servizio infatti mette a disposizione della banca il TFR accantonato dall’azienda per la quale si lavora a favore del lavoratore, il che questi costituisce una garanzia per la banca che concede il prestito.

Prestiti con cambiale per soggetti protestati

Ci sono altre tipologie di prestiti per protestati che oggi possono essere richiesti presso banche e finanziarie. Tra questi troviamo ad esempio i prestiti con cambiale e i prestiti delega. I prestiti cambializzati sono dei prestiti in cui le rate mensili vengono sostituite dalla firma di una cambiale. Si tratta di un documento a titolo esecutivo che costituisce una garanzia offerta dal debitore alla finanziaria che concede il prestito. Grazie alle cambiali si garantisce alla banca o alla finanziaria che concede il finanziamento il corretto e regolare rimborso delle rate mensili del prestito.

Le cambiali non sono però l’unica garanzia che in questi casi il creditore richiede. A seconda delle soluzioni possono essere richieste anche altre forme di garanzia. Queste garanzie possono essere anche molto diverse da una banca ad un’altra, come ad esempio la sottoscrizione di una polizza di assicurazione sulla perdita del lavoro. A seconda delle soluzioni spesso può essere richiesta anche la presenza di un garante che possa permettere un rapporto di fideiussione.

Prestiti con delega

I prestiti con delega sono altre tipologie di finanziamenti permesse ai soggetti protestati dai creditori. Nel caso dei prestiti delega, il rimborso del prestito è possibile proprio grazie alla delega, che avviene attraverso un consenso scritto da parte del proprio datore di lavoro. Naturalmente, in questi casi il datore di lavoro non ha l’obbligo di accogliere la richiesta del proprio lavoratore dipendente e può decidere di rifiutare il prestito.

Il prestito con delega è possibile solamente se sussiste una convenzione tra l’ente che eroga il prestito e l’azienda in cui lavora il soggetto richiedente. Si tratta infatti di un’ulteriore liquidità che va ad aggiungersi alla rata della cessione del quinto attraverso una trattenuta in busta paga.
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Marco Piredda
Fin da piccolo la scrittura è stata per me un rifugio e una passione. Adesso è diventata il mio lavoro. Sempre attento a quello che scrivo e a come lo scrivo, ho avuto la possibilità di crescere professionalmente nel mondo delle parole, ma senza dimenticare il motivo per cui ho iniziato a scrivere: non solo amore ma autentica necessità. Mi interessa scrivere soprattutto su argomenti di economia e finanza.