Tutto quello che c’è da sapere sui prestiti tra privati, info, richiesta, costi, pareri

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Non tutti trovano la strada spianata nell’accesso al credito tradizionale, i cui rubinetti continuano ad erogare liquidità col contagocce e solo in presenza di forti garanzie di base fornite dal richiedente.

Se avete difficoltà a farvi aprire la porta da banche e finanziarie, provate a ‘bussare’ alla community online in rapida espansione dei prestiti fra privati.

Anche il prestito si fa ‘social’

Chi non ha mai sentito parlare di ‘social lending‘?

Ormai questo anglicismo è entrato nel lessico quotidiano soprattutto di chi bazzica la finanza e il mondo del credito al consumo.

Per social lending si intende un modo alternativo di ottenere credito, una nuova forma di finanziamento, gestibile totalmente online, che consente uno scambio di denaro fra prestante e prestatore, entrambi tassativamente privati.

La piattaforma del social lending sta ottenendo un ottimo successo per la forte domanda di credito a prestatori privati che finanziano persone fisiche, che magari si sono sentiti rifiutare un finanziamento dagli istituti di credito.

Da una parte si ha una cerchia di prestatori, che possono essere semplici risparmiatori, ma anche aziende, enti o altri soggetti non finanziari disposti a erogare somme di denaro, mentre dall’altra ci sono persone, ma anche imprenditori esclusi dal circuito del credito ortodosso, bisognosi di denaro.

Il social lending è la piattaforma che rende possibile l’incontro tra il finanziatore e il richiedente e tutto si svolge online, ma nella massima trasparenza, in quanto questo sistema di erogazione di liquidità è disciplinato, a partire dal 2017, dalla Banca d’Italia, che ne dà una precisa descrizione:

Uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”.

Ma cerchiamo di tradurre in termini più ‘terra terra’ e alla portata di tutti il concetto di social lending, meglio noto come prestito fra privati o, per gli anglofili, peer-to-peer lending.

Come nascono (e come funzionano) i prestiti fra privati

I prestiti fra privati nascono qualche anno fa su Internet, sull’onda di una domanda in costante ascesa da parte dei consumatori.

Lo scopo è quello di agevolare l’accesso al credito interagendo fra privati, non più fra richiedente e compagnia creditizia.

Cambia l’approccio e anche l’interlocutore a cui chiedere soldi, che non è più l’istituto di credito, ma un perfetto sconosciuto a cui esporre i propri bisogni o illustrare i progetti in cantiere nella speranza di convincerlo a farsi fare un prestito.

In realtà, pur essendo una novità, questa pratica affonda le radici in un passato più remoto, attualizzato soltanto dal ‘modus operandi’ sul web che ha aperto nuove frontiere del credito fra privati, accorciando le distanze e avvicinando virtualmente gli emisferi per far interagire gli attori della piattaforma di social lending su scala globale.

A chi richiederli

Che un prestito fra privati sia semplice e rapido lo si evince anche dal modo in cui si chiede, rigorosamente online.

La prima mossa è individuare l’interlocutore a cui rivolgersi, ossia il portale della community da scegliere per la richiesta di prestito.

La gamma di soggetti privati eroganti è sempre più folta e assortita, ma se  non volete rischiare brutte sorprese vi consigliamo di rivolgervi a realtà già consolidate da anni e ormai accreditate per professionalità e trasparenza.

Fra queste, citiamo l’arcinota Smartika, fra le prime a farsi largo fra i competitors, Prestiamoci, altro colosso del social lending e, a seguire, Blender, Soisy e altri soggetti operanti nel campo del marketplace del credito al consumo fra privati.

Come fare la domanda

Una volta individuata la piattaforma di social lending che fa al caso vostro chiedere un prestito è un giochino da ragazzi, più semplice e conveniente di quanto possa essere inoltrare una richiesta di finanziamento alla banca o finanziaria.

Il primo ‘step’ consiste nell’inserimento dei dati personali (estremi anagrafici e bancari, codice fiscale, documento in corso di validità…) e l’importo della somma di cui avete bisogno.

Vi occorre una manciata di minuti per compilare il form online e inviarlo al prestatore.

Inoltre alcune pagine virtuali offrono anche la possibilità di fruire di tabelle interattive per la personalizzazione del prestito, dando input su eventuali preferenze, tempistiche e piani di rimborso.

Grazie a questo strumento si può anche simulare la rata per avere piena cognizione dell’importo della stessa ed esserne informati allo scopo di accettare la proposta o rilanciare la partita cambiando le carte in tavola.

Requisiti e tempistiche

I prestiti fra privati non si fanno aspettare.

Una volta inoltrata la domanda online, il tutto si svolge rapidamente, al punto che questi prestiti rientrano nella categoria dei finanziamenti veloci, erogabili in tempi stretti, da un giorno a una settimana, a seconda degli importi, ma anche dei requisiti del richiedente.

Di solito, una volta inoltrata la richiesta, arriva sulla casella di posta elettronica del richiedente una mail di conferma che dà notizia di avvenuta ricezione, da conservare come prova della domanda, riportante un riepilogo del prodotto finanziario, inclusi i tassi di interesse applicati e, quel che conta, il verdetto della community che, solitamente, giunge a stretto giro, in alcuni casi anche in giornata.

Se accetta il prestito, il richiedente finisce nel database gestito dalla piattaforma di social lending, una sorta di ‘vetrina’ offerta in visione ai prestatori che, valutato caso per caso, decidono in piena autonomia a chi erogare la somma richiesta.

Di solito, si ottiene una copertura integrale in un paio di settimane, se ciò non avviene il richiedente ha facoltà di accettare le offerte di altri prestatori, se trascorre un mese senza che si muova foglia la proposta viene ‘cassata’ dal marketplace, ma resta la possibilità di inserire una nuova domanda.

Anche queste piattaforme, operanti online previa autorizzazione, richiedono al pari degli istituti di credito dei requisiti personali e reddituali al soggetto che chiede il prestito, anche se a differenza delle banche si tratta di pretese più ‘soft’, in altri termini meno fiscali.

Un ‘paletto’ che, invece, è abbastanza rigido anche in questo caso riguarda la percentuale dell’importo erogabile, che non deve superare il 35 per cento delle entrate lorde mensili del richiedente.